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Già, corso di mobbing. Ma non mi fraintendete: non ho intenzione di
generare nuovi mostri, formando giovani aspiranti manager nella sottile
arte del mobbing. Ce ne sono già troppi.
Questo corso è rivolto piuttosto a chi ritiene di fare dignitosamente
parte del milione e mezzo di vittime di questo impressionante fenomeno
(fonte: La Repubblica, 8 febbraio 2000).
Grazie a questo corso si potrà riconoscere in anticipo ogni tentativo
di mobbing, per poter tentare alcune iniziative di autodifesa.
Il fenomeno del mobbing è estremamente drammatico, ma noi lo
affronteremo con il sorriso sulle labbra, seguendo le disavventure di un
personaggio immaginario, Pancrazio, bersagliato da immaginari colleghi e da
un ancor più immaginario boss, Moreno, in una poco realistica piccola
località della provincia reggiana.
Il nostro Pancrazio, appassionato di cinema e di letteratura, ci guiderà
con il suggerimento di famosi titoli nella conoscenza di questo squallido fenomeno
di difficile comprensione per tutti quelli che amano il proprio lavoro.
Come ogni corso che si rispetti, naturalmente, di tanto in tanto saranno previsti
esami, sotto forma di quiz e giochi.
Al termine del corso sarà rilasciato un attestato che
certificherà le competenze acquisite.
Il mobbing, o mobbismo, è quella triste usanza tanto
di moda nel periodo a cavallo tra il XX e il XXI secolo, praticata sul
luogo di lavoro da alcuni dipendenti nei confronti dei propri colleghi.
Il termine deriva dall'inglese "To mob" (assalire con violenza)
e fu utilizzato da Konrad Lorenz, fondatore dell'etologia (scienza che si
occupa dello studio comparato del comportamento degli animali e dell'uomo),
per indicare il comportamento aggressivo di alcune specie di uccelli nei
confronti dei loro simili.
Noi non ci occuperemo di uccelli.
Per l'uomo le cose funzionano così: individuata la vittima
(generalmente un collega di cui si invidiano le competenze tecniche e le
capacità lavorative), questa comincia ad essere bersagliata da parte
di uno o più colleghi in varie
modalità (maldicenze, incarichi non attinenti alla qualifica, mancanza
di formazione, allontanamento dal vostro posto di lavoro e ostacoli vari:
un elenco dettagliato, e molto ben fatto, lo potrete trovare sul sito
dell'Osservatorio nazionale UIL sul mobbing).
Il "gioco" finisce quando si rompe, cioè quando il collega è
costretto a dimettersi, spesso con problemi di salute di natura psico-somatica
(gastriti, ulcere gastriche da stress, ansia, tachicardia, cefalea, disturbi intestinali..).
Purtroppo, anche per queste patologie esiste un interessante elenco sul sito
dica33.
A differenza del mobbing, il bossing è incoraggiato, se non
praticato, dal datore di lavoro stesso. Qui si prospettano due possibilità:
- Il datore di lavoro avvia le ostilità, e quindi il mobbato
di turno scopre improvvisamente che il collega che tutte le mattine lo
saluta sorridendo, fosse anche il vicino di casa, è il più
grande leccaculo che abbia mai conosciuto.
- Il datore di lavoro si affianca ai colleghi in una azione di mobbing
avviata da questi, e quindi dopo aver cercato in tutti i modi di chiarire
la vostra situazione (ricordate che un requisito del mobbing è fare
squadra intorno al mobbato anche nel suo tentativo di comunicare con la
direzione) scoprirete quanto il vostro boss ami farselo dare in quel posto
da un branco di imbecilli, e vi chiedete giustamente se la vittima siete voi
oppure quel "povero disgraziato " del boss.
Quale che sia la situazione, per il povero mobbato non c'è scampo: deve
andarsene, e questo prima che sia troppo tardi. Prima cioè che il suo stato
di salute sia irrimediabilmente compromesso. È importante che la vittima cerchi
un'occupazione differente al più presto, perchè nel caso di bossing
sarà perseguitata anche in seguito (es: richiesta di informazioni da parte
di altre aziende qualora al mobbato vengano richiesti un curriculum o delle referenze).
Rimane da ancora dire una cosa, sul mobbing e sul bossing.
Spesso queste attività recano gravi danni all'azienda stessa (è
stato calcolato che, in una azienda con mille dipendenti, il costo della violenza
psicologica si aggirerebbe su qualche centinaio di miglaia di euro), perchè
quasi sempre il mobbing è causato dall'invidia dei meno capaci nei confronti
dei più capaci, e quasi sempre la storia finisce (per l'azienda, perchè
la vittima porterà sempre con se i segni del mobbing) con la perdita
di questi ultimi.
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